Raccolta fondi avviata dopo la morte di Giorgio Ruta continua ad accendersi, alimentando tensioni e versioni contrapposte.
Dopo il messaggio pubblico del padre, Ignazio Ruta, che aveva preso le distanze dall’iniziativa dichiarando di non averla né autorizzata né richiesta, arriva ora la replica di Manuel Roccasalvo. Roccasalvo interviene per difendere l’operato suo e degli altri amici di Giorgio, respingendo con forza le voci che nelle ultime ore hanno insinuato che l’iniziativa possa essere una truffa.
«Non vi azzardate a darci dei truffatori», afferma, sottolineando che la raccolta è nata esclusivamente come gesto di solidarietà nei confronti di una famiglia che, secondo la loro versione, viveva una situazione di difficoltà.
Il giovane aggiunge elementi che mirano a contestare la posizione del padre, sostenendo che il rapporto tra Giorgio e Ignazio fosse da tempo compromesso.
Secondo quanto riferito, il ragazzo non avrebbe avuto legami con il padre da anni e avrebbe persino manifestato l’intenzione di cambiare cognome al compimento dei 18 anni. «Prima guardate bene il comunicato del soggetto: neanche una foto con suo figlio aveva», afferma Roccasalvo, lasciando intendere che il messaggio diffuso dal padre sarebbe frutto di “frustrazione”.
Parole dure, che riflettono un dolore ancora vivo e una frattura familiare che la tragedia ha riportato in superficie. «Il dolore che proviamo adesso solo Dio sa quanto è grande», conclude l’amico, rivendicando la buona fede dell’iniziativa e la volontà di aiutare nel momento più difficile. La situazione resta complessa e carica di emotività. Da un lato la posizione del padre, che ha voluto chiarire pubblicamente di non aver mai chiesto contributi economici; dall’altro quella degli amici, che difendono la raccolta come gesto spontaneo e sincero. In mezzo, una comunità scossa dalla perdita di un ragazzo di 17 anni e ora anche dalle polemiche che ne stanno accompagnando il ricordo.
Un quadro che richiede cautela, rispetto e attenzione, mentre la famiglia e gli amici continuano a vivere un dolore che non lascia spazio a ulteriori ferite.









