I funerali di Darek Szczesny, il bambino morto nel tragico incidente avvenuto a Caravaggio mercoledì 16 settembre, si terranno domani, sabato 19 settembre, nella frazione di Masano, dove viveva con la madre e il fratellino, entrambi ricoverati in gravi condizioni con prognosi riservata. Il dolore ha attraversato la comunità lasciando sgomento e silenzio, a Caravaggio come a Modica. Il sinistro è avvenuto in via Masano: l’auto sulla quale viaggiavano la madre e i due figli è uscita di strada e si è ribaltata nel fosso, come ricorda PrimaTreviglio. A bordo c’erano soltanto loro tre. La madre, Federica Casa, 44 anni, insegnante, originaria di Modica, e il figlio più piccolo, di sei anni, sono stati trasportati all’ospedale di Bergamo; restano in terapia intensiva. Per Darek, purtroppo, i soccorsi sono stati vani. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica.
Dai primi rilievi non sarebbero emersi segni evidenti di frenata sull’asfalto, mentre la vettura presentava tracce di un urto particolarmente violento. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche un possibile malore della conducente, ipotesi che al momento necessita di ulteriori verifiche. La città si è stretta attorno alla famiglia. Il sindaco, Claudio Bolandrini, giunto in via Masano anche per collaborare alla gestione del traffico con la Polizia locale, ha dato voce al cordoglio collettivo: “Non ci sono parole per esprimere il dolore per una disgrazia tanto grande. La comunità piange il piccolo Darek, prega per la mamma e il fratellino, si stringe in un forte abbraccio al papà e ai parenti”.
Un ricordo commosso arriva anche da don Bruno Grassi, responsabile dell’oratorio, rientrato in anticipo da Arezzo per organizzare una commemorazione. L’appuntamento è per oggi, venerdì, alle 21, nella chiesa parrocchiale. Il sacerdote conosceva bene Darek, incontrato anche durante il Grest di quest’anno insieme al fratellino: “Erano molto uniti, tenerissimi”. Del piccolo serba l’immagine di un bambino “gentilissimo, obbediente ed educato”, sempre sorridente e disponibile. “Se lo si rimproverava chiedeva scusa. Era pieno di voglia di vivere”. Tra i momenti più cari, una giornata a Gardaland: “Era stato tutto il giorno con me perché era il più piccolo, mano nella mano”. La tragedia ha colpito profondamente anche la scuola. La famiglia, originaria di Modica, risiedeva a Masano da circa tre anni, da quando la madre aveva assunto l’incarico negli istituti della zona. Attualmente insegnava alla primaria “Attilio Mozzi” di Treviglio, nella zona Nord, frequentata anche dai due figli. Darek era iscritto alla classe 4B.








