Il presidente sezionale di Confcommercio Modica, Giorgio Moncada, interviene sulla situazione che si è venuta a creare attorno a ChocoModica 2026, chiedendo risposte chiare e tempestive sul futuro di una manifestazione che rappresenta un importante motore economico per la città.
«Dopo mesi di lavoro e con date fissate da tempo per il 30, 31 ottobre e 1° novembre, assistiamo a una situazione che appare sempre più confusa. Da un lato l’evento continua a essere pubblicamente in calendario, dall’altro emergono discussioni e perplessità che rischiano di compromettere un percorso organizzativo avviato da mesi».
Moncada sottolinea come sia necessario chiarire quale sia il progetto effettivamente condiviso, quando sia stato definito, quali impegni siano stati già assunti e quali margini esistano oggi per eventuali modifiche, soprattutto in presenza di contributi pubblici e finanziamenti da rendicontare.
«Non sono domande polemiche ma amministrative. Ed è proprio quando mancano le risposte amministrative che nascono inevitabilmente quelle politiche». Per il presidente di Confcommercio, il punto centrale resta però l’impatto economico dell’evento. «Dietro ChocoModica non ci sono soltanto stand e iniziative promozionali. Ci sono alberghi, ristoranti, bar, negozi, lavoratori e famiglie che programmano la propria attività contando anche sui flussi di visitatori che la manifestazione genera».
Secondo una stima elaborata dall’associazione, l’evento potrebbe attrarre tra 30mila e 50mila presenze. Considerando una spesa media prudenziale di circa 25 euro a persona, la ricaduta economica potenziale per il territorio si collocherebbe tra 750mila e 1,25 milioni di euro, senza considerare pernottamenti, indotto e ritorno d’immagine.
Per questo Confcommercio rivolge alcune domande ai soggetti coinvolti. All’Amministrazione comunale viene chiesto di chiarire se ChocoModica si svolgerà regolarmente nelle date previste e quando siano eventualmente emerse criticità sul progetto. Al Consorzio di tutela si chiede se la manifestazione sia ancora concretamente realizzabile e quali modifiche possano essere introdotte senza compromettere gli impegni già assunti. «Oggi non si tratta di stabilire chi abbia ragione e chi torto. Si tratta di capire chi ha deciso cosa, quando lo ha deciso e chi se ne assumerà la responsabilità. Perché se Modica dovesse ritrovarsi senza ChocoModica, il conto delle opportunità perdute ricadrebbe sulle imprese e sull’intera economia cittadina. E qualcuno dovrebbe spiegare perché».










