Un viaggio nella memoria, nella fede e nella storia della città per celebrare ottant’anni di presenza dei Padri Carmelitani Scalzi a Ragusa. Sarà inaugurata giovedì 15 ottobre, alle 19.30, presso il convento di piazza Carmine, la mostra fotografica e documentaria “I Custodi del Giardino. 80 anni di presenza dei Padri Carmelitani a Ragusa”, evento centrale delle celebrazioni promosse dal Santuario Madonna del Carmine in occasione dell’importante anniversario che ricorda l’arrivo della comunità carmelitana in città nel 1946.
L’esposizione, curata da Amalia Antoci, Giorgio Veninata ed Emanuele Cavarra, raccoglie documenti, fotografie storiche, immagini d’epoca e cimeli che testimoniano il profondo legame costruito nel tempo tra i Carmelitani e la comunità ragusana. Un patrimonio di memoria collettiva che racconta decenni di vita religiosa, sociale e culturale, tra momenti di spiritualità, attività pastorali e vicende che hanno accompagnato la crescita della città.
L’inaugurazione si inserisce nel programma della solennità di Santa Teresa d’Avila, una delle figure più rappresentative della spiritualità carmelitana. Giovedì 15 ottobre, alle 18 sarà recitato il Santo Rosario e alle 18,30 sarà celebrata la santa messa presieduta da don Angelo Galioto, con la partecipazione dell’Ordine secolare carmelitano. Al termine della celebrazione, alle 19.30, si terrà il taglio del nastro della mostra.
L’iniziativa rappresenta non solo un’occasione per riscoprire le radici della presenza carmelitana a Ragusa, ma anche un invito a guardare al futuro partendo dall’eredità spirituale e culturale lasciata da generazioni di religiosi che hanno accompagnato la vita della comunità cittadina. La mostra resterà aperta fino al 24 gennaio 2027 nei locali del convento dei Padri Carmelitani. L’ingresso è libero. Sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 21, ad eccezione del lunedì; il sabato e la domenica sarà inoltre aperta anche al mattino, dalle 10 alle 12.30. Un appuntamento che si propone di coinvolgere fedeli, studiosi, cittadini e appassionati di storia locale, offrendo uno sguardo inedito su ottant’anni di presenza carmelitana che hanno lasciato un segno profondo nel tessuto religioso e sociale di Ragusa.










