Una serata intensa e partecipata ha segnato ieri l’inaugurazione della mostra fotografica e documentaria “I Custodi del Giardino. 80 anni di presenza dei Padri Carmelitani a Ragusa”, allestita nei locali del convento di piazza Carmine e promossa dal santuario Madonna del Carmine nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della presenza dei Carmelitani scalzi in città.
Numerosi i fedeli, i cittadini e gli appassionati di storia locale che hanno preso parte all’appuntamento, aperto dalla celebrazione eucaristica nel giorno dedicato a Santa Teresa d’Avila. A fare gli onori di casa è stato il priore del convento, Gianni Iacono, che sin dall’inizio ha fortemente creduto nella realizzazione della mostra quale momento significativo per valorizzare e raccontare il senso della presenza carmelitana a Ragusa lungo un percorso che, in questi ottant’anni, ha lasciato un’impronta profonda nella vita religiosa, sociale e umana della comunità.
L’esposizione, curata da Amalia Antoci, Giorgio Veninata ed Emanuele Cavarra, propone un affascinante viaggio nel tempo attraverso fotografie storiche, documenti, ricordi e testimonianze che raccontano il rapporto costruito dai Padri carmelitani con generazioni di ragusani. Un patrimonio di memoria collettiva che restituisce volti, eventi, opere pastorali e momenti di fede che hanno accompagnato la crescita della città dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri.
Particolarmente apprezzato dai visitatori il taglio narrativo della mostra, capace di intrecciare storia religiosa e vicende cittadine, offrendo uno sguardo originale su un pezzo importante dell’identità di Ragusa. L’iniziativa si propone infatti non solo di custodire il passato, ma anche di rilanciare il valore dell’eredità spirituale e culturale lasciata dai Carmelitani alle nuove generazioni.
La mostra resterà aperta fino al 24 gennaio 2027 e sarà visitabile nei locali del convento con ingresso libero: tutti i giorni dalle 17 alle 21, ad eccezione del lunedì; il sabato e la domenica sarà inoltre aperta anche al mattino, dalle 10 alle 12,30. Un’opportunità preziosa per cittadini, studiosi, scuole e visitatori che desiderano approfondire una storia lunga ottant’anni e riscoprire il contributo che la famiglia carmelitana ha offerto alla crescita umana e spirituale della comunità ragusana (foto Bracchitta).











