Una minorenne residente in provincia di Ragusa è al centro di un’indagine per presunte attività legate al terrorismo di matrice jihadista. Nei suoi confronti è stata disposta una misura cautelare di collocamento in comunità, eseguita dagli agenti della Digos (foto AI) della Questura di Ragusa su disposizione dell’autorità giudiziaria minorile di Catania.
La vicenda sarebbe emersa a partire dall’attività della ragazza sui social network, in particolare TikTok, dove avrebbe pubblicato contenuti riconducibili alla propaganda estremista. Le prime segnalazioni avrebbero dato impulso agli approfondimenti investigativi, coinvolgendo gli organismi di sicurezza e la Polizia di Stato.
Le indagini e il materiale trovato nei dispositivi
Gli investigatori avrebbero ricostruito un progressivo avvicinamento della giovane a ideologie estremiste, accompagnato da un cambiamento nelle abitudini quotidiane e da una riduzione delle frequentazioni sociali.
Un passaggio significativo dell’inchiesta risale allo scorso maggio, quando è stata eseguita una perquisizione con il sequestro di dispositivi elettronici. L’analisi del materiale informatico avrebbe consentito di individuare contenuti di propaganda riconducibili allo Stato Islamico, messaggi antisemiti e riferimenti alla simbologia dell’estrema destra.
Tra i file esaminati figurerebbero anche filmati violenti diffusi dalla propaganda jihadista, immagini presumibilmente realizzate con strumenti di intelligenza artificiale e documenti che riguarderebbero procedure di auto-addestramento e la fabbricazione artigianale di esplosivi.
I contatti online sotto la lente degli investigatori
Particolare attenzione sarebbe stata rivolta alle comunicazioni intrattenute sul web. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la minorenne avrebbe avuto contatti con utenti che si presentavano come affiliati allo Stato Islamico e con persone che promuovevano azioni terroristiche.
Nel materiale sequestrato sarebbero stati trovati anche video relativi all’aggressione avvenuta lo scorso marzo in un istituto scolastico di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.
Il quadro ricostruito dagli inquirenti ha portato alla decisione di affidare la giovane a una comunità per minori, nell’ambito del procedimento avviato dalla magistratura competente.
L’inchiesta punta a chiarire l’effettiva portata del percorso di radicalizzazione ipotizzato e la natura dei rapporti sviluppati online.
Le contestazioni sono ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. La minore resta presunta innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.










