Erano anni che Vittoria non assisteva a una partecipazione così imponente. Ieri sera, un’intera comunità si è stretta attorno a Piazza Calvario per il Dramma Sacro del Venerdì Santo, sfidando un cielo incerto e la pioggia caduta ininterrottamente fino alle ore 20. Una piazza gremita oltre ogni aspettativa, immersa per tutta la durata dell’opera in un silenzio denso e quasi sacrale. Non è stato il solito rito ripetuto per inerzia, ma la clamorosa consacrazione di un nuovo corso artistico: la scelta di scardinare la routine e di coinvolgere la città e i suoi giovani in modo vivo e carnale ha dato i suoi frutti, riportando il cuore dei vittoriesi al centro esatto della scena.
Sotto la regia visionaria di Andrea Traina, esaltata dalla maestosa scenografia firmata dal professore Arturo Barbante, il solenne testo ottocentesco del Marchese Alfonso Ricca ha abbracciato la struttura della tragedia greca. Il coro, animato da una massiccia e preziosa presenza di giovani e arricchito dalle intense coreografie curate dalla Scuola Artedanza Tersicore di Roberta Piccilli, ha smesso di essere un elemento decorativo per trasformarsi in un organismo pulsante: un vero e proprio strumento a percussione, un’eco viscerale che ha scandito, parola dopo parola, l’ingiustizia e il lutto.
Il vero, dirompente ribaltamento drammaturgico è stato spostare il fulcro dell’evento sul dolore materno, portato in scena attraverso un emozionante sdoppiamento del personaggio. L’abisso intimo dei vibranti monologhi interiori di Maria, tratti dai versi struggenti di Padre Biagio Aprile e Domenico Maria Pelligra, ha trovato espressione nella voce straordinaria di Tiziana Bellassai, mentre la fisicità e lo strazio della Madonna del testo del Ricca sono stati incarnati egregiamente dalla commovente interpretazione di Eugenia Lombardo.
Le antiche parole della tradizione, affidate alle voci esperte di Alice Di Caro (Maddalena), Giuseppe Arezzi (Giovanni), Alessandro Romano (Misandro), Lorenzo Pluchino (Longino), Giuseppe Bisogno (Nizech), Massimiliano Nicosia (Giuseppe), Vittorio Bonaccorso (Nicodemo) e Adriano Gurrieri (Centurione), si sono intrecciate in modo magistrale con i versi viscerali della poetessa Alda Merini, declamati delle corifee, le intense Alessandra Lelii e Valentina Cannizzo. A fondere insieme queste diverse anime testuali è stata la potente e suggestiva partitura musicale, composta ed eseguita dal vivo dal Maestro Marco Cascone e impreziosita dalla voce solista di Fiammetta Poidomani, che ha avvolto la scena trasformando il Golgota in una ferita aperta capace di togliere il fiato al pubblico.
Ma è nel finale che il Dramma Sacro ha guardato negli occhi il nostro tempo: l’antica tragedia si è spogliata definitivamente della sua distanza storica con l’ingresso silenzioso di un gruppo di bambini di diversa etnia. Portando tra le mani un candido fiore bianco, si sono stretti attorno a Maria e al corpo di Cristo, componendo l’immagine di una Pietà universale e contemporanea. Un’immagine potente, simbolo inequivocabile dell’innocenza violata dalle guerre di oggi e promessa viva di quell’alba di speranza invocata dalle ultime parole della rappresentazione.
Un trionfo emotivo che porta con sé il peso di un sacrificio immane. Il risultato di ieri sera è stato reso possibile solo dall’abnegazione totale di un intero cast di attori, figuranti, musicisti, tecnici e collaboratori, orchestrati dall’impeccabile direzione organizzativa di Angela Rizzo e dal fondamentale supporto degli assistenti alla regia Salvo Paternò e Giuseppina Vivera. L’intera squadra ha stretto i denti provando per un’intera settimana al freddo e sotto la pioggia, spinta unicamente dall’amore per questo patrimonio condiviso.
Vittoria, ieri sera, non ha solo assistito alla sua storia: l’ha abitata, l’ha riscritta e l’ha proiettata nel futuro, dimostrando che quando si ha il coraggio di osare, un’intera comunità è pronta a vibrare all’unisono.
Ricordiamo l’appuntamento con la Resurrectio in programma domani, domenica 5 aprile, alle ore 20.30 all’interno della Basilica di San Giovanni Battista











