Dopo sei giorni di ansia e ricerche ininterrotte, Ragusa può finalmente tirare un sospiro di sollievo: Wendy, splendida femmina di pastore maremmano di grande taglia e dall’indole mansueta, è tornata a casa. La cagnolona si era allontanata dalla periferia cittadina, facendo perdere le proprie tracce nell’area compresa tra Vini Mazza e la Strada 100 Pozzi. Da allora i familiari avevano setacciato il territorio, giorno e notte, temendo che l’animale si fosse rifugiato nelle campagne circostanti, disorientato e impaurito. Di fronte al silenzio dei primi giorni, l’appello della proprietaria, Patrizia Iannattone, ha innescato una mobilitazione straordinaria, ben oltre i confini di un comune post sui social.
Il caso è rapidamente diventato virale, trasformando la preoccupazione della famiglia in una gara di solidarietà: cittadini, residenti dell’area, automobilisti di passaggio e internauti si sono attivati per controllare ogni anfratto e casolare abbandonato della cintura ragusana. Il lieto fine è stato annunciato dalla stessa Iannattone, che ha espresso profonda riconoscenza per una rete di aiuto eccezionale. Alle operazioni di ricerca e al coordinamento hanno contribuito numerosi volontari, amici, associazioni locali, canili, rifugi e operatori dell’informazione, mantenendo alta l’attenzione mediatica sulla vicenda. Sulla sua pagina Facebook, la proprietaria ha scritto: “La mia Wendy è stata ritrovata. In questi giorni è accaduto qualcosa di straordinario: l’appello della scomparsa di Wendy, è andato oltre i confini di un semplice post, scatenando una grata di solidarietà. Voglio ringraziare con profonda gratitudine tutte le persone che si sono mobilitate per aiutarmi: l’assessore Andrea DiStefano, volontari, amici, canili, rifugi, associazioni, giornalisti e chiunque abbia condiviso, cercato, segnalato o semplicemente sperato insieme a me. Wendy è diventata “virale”, ma soprattutto è stata circondata da un’ondata di umanità e affetto che non dimenticherò mai. Dopo giorni di angoscia, oggi posso finalmente dire che è tornata a casa. Grazie di cuore a tutti”. La storia di Wendy si chiude nel migliore dei modi, a testimonianza di come lo spirito di comunità e la collaborazione tra istituzioni, volontari e cittadini possano fare la differenza, riportando a casa un membro a tutti gli effetti della famiglia.








