Il profondo rammarico e l’indignazione manifestati dalla collettività locale per il gesto vandalico che avrebbe colpito il murale realizzato dall’artista australiano Guido Van Helten alla villa comunale di Ragusa, inaugurato appena pochi giorni fa e già divenuto simbolo di rinascita culturale e di riflessione civile, conforta il presidente provinciale di Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, tra i sostenitori del progetto assieme al Rotary Club Pozzallo-Ispica, al Comune e al Libero consorzio. Questo episodio richiama l’intera comunità alla responsabilità e al rispetto dei luoghi e dei segni della bellezza.
«Come affermato dagli stessi promotori dell’iniziativa – dichiara Manenti – le scritte che sono state dipinte come uno sfregio che offende la città e la sua anima erano già preesistenti all’opera. E, però, sono state ritenute non invasive dall’artista. Che, infatti, ci ha disegnato sopra e attorno. Quel murale, infatti, non è solo un’opera d’arte, ma un messaggio di speranza, un richiamo al pensiero di Giorgio La Pira, alla visione di una società fondata sulla solidarietà e sulla dignità umana».
Il presidente sottolinea come episodi di questo tipo, per la sollevazione popolare che si è registrata, anche se non giustificata dalla successione dei fatti, rappresentano un tentativo di rilancio dei centri storici, già messi alla prova da anni di difficoltà economiche e sociali. «Non possiamo permettere – aggiunge – che il degrado urbano e l’inciviltà cancellino gli sforzi di chi lavora ogni giorno per restituire vita e identità ai nostri spazi pubblici. La bellezza è un valore economico, sociale e culturale: difenderla significa difendere il futuro di Pozzallo e della provincia di Ragusa».
«Serve una reazione collettiva – conclude Manenti – che parta dalle istituzioni ma coinvolga anche cittadini e imprese. Solo insieme possiamo contrastare il degrado e riaffermare il valore della bellezza come fondamento della nostra comunità. Pozzallo merita rispetto, e il murale di Van Helten può adesso ancora una volta tornare a parlare al cuore di tutti».









