A Giarratana ci sono giorni che non somigliano a nessun altro. Giorni in cui il paese sembra respirare all’unisono, in cui la memoria diventa presente e la tradizione si fa emozione pura. La festa di San Bartolomeo apostolo, patrono e custode dell’identità giarratanese, è uno di quei giorni: un rito che non si limita a essere celebrato, ma che viene vissuto, atteso, custodito come un patrimonio comune.

Per i giarratanesi, San Bartolomeo non è solo una figura sacra: è la radice che unisce generazioni, la voce che attraversa le case, il simbolo di una comunità che si riconosce nella propria storia. La festa è il momento in cui tutto si ricompone: chi è lontano ritorna, chi è qui ritrova il senso profondo dell’appartenenza.

Questa mattina, anche alla presenza di numerosi visitatori, il cuore della celebrazione è stato la solenne messa presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, che ha voluto essere presente per accompagnare la comunità nel periodo che coincide con il primo anno di attività del nuovo parroco, don Franco Ottone. Le sue parole hanno richiamato la forza della fede come collante sociale, mentre la corale “Regina Caeli” ha avvolto la liturgia con canti solenni e intensi.

Poi, poco dopo mezzogiorno, è arrivato il momento che ogni giarratanese porta nel cuore: la Sciuta. L’uscita del simulacro di San Bartolomeo dalla chiesa madre è stata quest’anno un’autentica esplosione di bellezza. Gli “nzaiareddi” hanno colorato il cielo con ritagli di carta dai toni più vividi e luminosi degli ultimi anni, in un effetto scenografico che ha superato le scorse edizioni per precisione, qualità e intensità cromatica. Tra applausi, lacrime, spari e giochi pirotecnici, il santo ha attraversato le vie del centro storico, sostando nella chiesa di Sant’Antonio Abate per la recita dell’Angelus, prima del rientro nel primo pomeriggio in chiesa Madre.

Alla celebrazione erano presenti il sindaco Bartolo Giaquinta, il deputato regionale Giorgio Assenza, la presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa Maria Rita Schembari, il sindaco di Chiaramonte Gulfi Mario Cutello e il sindaco di Licodia Eubea Santo Randone, testimonianza di un legame istituzionale che si intreccia con la devozione popolare.
Nel pomeriggio, Giarratana riprenderà a vivere la festa con il ritmo lento e gioioso che accompagna le ore successive alla Sciuta. A partire dalle 17:00, le vie del paese torneranno a riempirsi delle note del corpo bandistico “Vincenzo Bellini”, che attraverserà il centro storico riportando tra le case e le piazze quell’atmosfera di attesa che precede i momenti più intensi della giornata.

Verso le 18:00, sul sagrato della chiesa di San Bartolomeo, si terrà la tradizionale cena, la vendita all’asta dei doni offerti al patrono: un rito antico, profondamente identitario, che unisce devozione e comunità. È un momento in cui la generosità diventa gesto pubblico, in cui ogni offerta racconta un legame personale con il santo e con la storia del paese.
Con il calare della sera, intorno alle 19:30, le strade si animeranno nuovamente grazie al Risveglio Bandistico Kamarinense di Santa Croce Camerina, che accompagnerà la comunità verso la parte più solenne della giornata. Sarà infatti alle 21:00 che il simulacro di San Bartolomeo tornerà a uscire dalla chiesa Madre per la processione vespertina, un percorso di fede e tradizione che attraversa il cuore del paese, accompagnato dalle autorità civili e militari e dai due corpi bandistici.
La festa entrerà poi nella sua fase più spettacolare. In Piazza Grande, alle 22:30, le fontane danzanti con il fuoco della ditta Cazacu’s trasformeranno la piazza in un palcoscenico di luce e movimento, un momento che ogni anno sorprende e incanta. Subito dopo, alle 23:00, il cielo sopra Giarratana si accenderà con il primo spettacolo pirotecnico, curato dalla ditta Arte Pirotecnica F.lli Trebbia, preludio alla parte più intima della festa: la Trasuta, prevista per le 23:45, quando il simulacro farà ritorno nella cappella dell’altare maggiore, accolto da un silenzio carico di emozione.
Ma la notte non finirà lì. Dopo la mezzanotte, in contrada Presti, il cielo si illuminerà ancora una volta con il grande spettacolo pirotecnico finale, curato dalla ditta Fa.Si.Ma. Fuochi Eventi, accompagnato dalle ultime note del Risveglio Bandistico Kamarinense. Sarà il saluto luminoso che chiude la giornata più attesa dell’anno, lasciando nell’aria quel misto di commozione e orgoglio che solo la festa di San Bartolomeo sa regalare.







