La festa di San Giuseppe a Giarratana si è avviata alla conclusione con una giornata intensa, segnata da tradizione, devozione e qualche inevitabile imprevisto meteorologico. Nel pomeriggio si è svolta la tradizionale “cena”, preceduta dal passaggio festoso del corpo Bandistico “Vincenzo Bellini – Città di Giarratana”, che ha attraversato le vie del paese portando musica e atmosfera di festa. Un momento solidale che, come ogni anno, ha riunito famiglie, devoti e visitatori attorno al Patrono.
In serata, la comunità si è ritrovata nella chiesa Madre per la celebrazione eucaristica presieduta dal novello sacerdote Gianni Corallo, affiancato dal parroco don Franco Ottone. Una messa particolarmente sentita, che ha raccolto la gratitudine dei fedeli e ha rappresentato uno dei passaggi più significativi dell’intera festa.
Subito dopo, secondo programma, avrebbe dovuto prendere il via la processione serale con il simulacro del Patriarca. Tuttavia, le condizioni meteo incerte hanno imposto una scelta prudente: il simulacro è stato portato fuori dalla chiesa solo per pochi minuti, giusto il tempo di un breve saluto alla comunità, per poi rientrare con largo anticipo, rientro come sempre sottolineato da uno sfavillante spettacolo pirotecnico. Una decisione sofferta ma necessaria, dettata dal timore che un improvviso acquazzone potesse mettere a rischio la sicurezza dei portatori e dei partecipanti.
Per compensare la mancata visita del simulacro in alcune zone del paese, il comitato dei festeggiamenti, d’intesa con il parroco, ha deciso di offrire ai fedeli un’opportunità speciale: San Giuseppe resterà esposto per tutta la settimana, fino a sabato 19 settembre. Proprio quel giorno, dopo la messa vespertina, si terrà la reposizione del simulacro, che avrebbe dovuto svolgersi ieri sera.
Una scelta che non solo permette di recuperare simbolicamente la processione mancata, ma che offre ai devoti un’intera settimana di venerazione, un tempo più lungo per pregare, sostare davanti al simulacro, affidare al Patrono speranze, ringraziamenti e intenzioni personali. In un contesto comunitario così legato alla figura di San Giuseppe, questa decisione assume un valore profondo: è un modo per trasformare un imprevisto in un’occasione di fede condivisa.
La festa, dunque, non si chiude bruscamente: si dilata, si estende, si fa ancora più intima. Giarratana avrà altri giorni per vivere la presenza del suo Patrono, in un clima di raccoglimento che spesso parla più forte di qualsiasi processione.








