“Parliamo di Franciacorta…”. Incontro all’istituto alberghiero di Chiaramonte Gulfi

“Parliamo di Franciacorta…”. Incontro all’istituto alberghiero di Chiaramonte Gulfi

“Parliamo di Franciacorta….”: potrebbe essere questo l’ipotetico titolo dell’evento che si è svolto stamattina nei locali dell’istituto alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica, sezione di Chiaramonte Gulfi. Un’intera mattinata dedicata al Franciacorta, celeberrimo vino con le bollicine proveniente dall’omonimo territorio in provincia di Brescia: dalle origini del nome alla lavorazione, dal marchio DOCG al Consorzio Franciacorta, fino ad arrivare alla degustazione di quattro Franciacorta offerta al pubblico presente. Ad illustrare il lungo cammino di questo prodotto, il responsabile marketing dell’azienda – tenuta  “La Montina”, Michele Bozza.

L’incontro, voluto fortemente dall’istituto alberghiero, organizzato da Gianni Arrabito, è stato partecipatissimo da parte dei ragazzi e da parte di alcuni ristoratori della Provincia, da Chiaramonte a Modica. Presenti, infatti, i rappresentanti dei ristoranti l’Antica Stazione, U Dammusu e Majore (Chiaramonte), Tocco D’oro (Comiso), La Rosada (Ragusa), enoteca Intorno al Giardino (Comiso), enoteca Bronze (Modica), birreria Il Lucernaio (Ragusa Ibla) e Caffè Centro (Chiaramonte).

Mario Cutello, vicepreside dell’istituto alberghiero ad apertura dei lavori, spiega: “La nostra scuola vuole  affacciarsi al panorama nazionale. Tutto questo è possibile grazie alla collaborazione fra ente scuola, soggetti privati e ristoratori. Per noi, oggi, è un momento di crescita. Oggi è presente fra noi un imprenditore del vino e noi lo consideriamo un privilegio”.

Anche il sindaco Vito Fornaro, presente all’incontro, dichiara: “Per il Comune di Chiaramonte la scuola alberghiera è un fiore all’occhiello. Avere un confronto con aziende non siciliane è gratificante per il Comune e per i ragazzi che così possono conoscere  modelli importanti. Solo così potranno crescere professionalmente e culturalmente. Noi saremo sempre a disposizione, per quello che possiamo”.

Ad illustrare tutto il mondo legato al Franciacorta, invece, ci pensa  Michele Bozza delle tenute  “La Montina”. Le tenute, estese su circa 72 ettari dislocate in sette Comuni della Franciacorta, hanno una resa di circa 100 quintali per ettaro con una densità di 5400/7000 ceppi per ettaro. La produzione media si aggira intorno alle 450 mila bottiglie annue. I Franciacorta “La Montina”  vengono prodotti seguendo le rigide norme del Disciplinare del Consorzio Vini Franciacorta di cui fa parte, norme che sono le più restrittive a livello mondiale per quanto riguarda il cosiddetto “metodo classico”.

Questo metodo, infatti, è l’unico ammesso: si tratta della rifermentazione in bottiglia ed è anche definito “metodo tradizionale”. Il Franciacorta è  il primo spumante in Italia DOCG (denominazione di origine controllata e garantita). L’unione Europea riconosce la possibilità di indicare questo spumante senza altri termini. Ciò significa che è più corretto dire “Franciacorta” e non “Spumante Franciacorta”, così come avviene, ad esempio, con lo Champagne.

Il Consorzio Franciacorta è stato fondato nel 1990 da 29 produttori e oggi conta 200 soci ed è custode del metodo Franciacorta. Svolge un’attività di tutela, valorizzazione e promozione del famoso spumante in Italia e nel Mondo. Durante la presentazione, è stato proiettato un video dell’azienda che ha presentato i “volti” che ne  permettono la realizzazione. Bozza, inoltre, durante la presentazione ha spiegato ai ragazzi l’origine di questo nome: “Il territorio della Franciacorta, nel cuore della Lombardia, è piccolissimo. Il nome risale alle Corti Franche (Curtes Francae) e all’arrivo dei monaci cluniacensi nell’undicesimo secolo che bonificarono il territorio e diedero libero scambio al commercio. Il territorio ha due elementi essenziali che permettono la produzione di questo vino: il microclima garantito dalla presenza del Lago d’Iseo e la conformazione morfologica del sottosuolo, ovvero quello strato di terra che permette di ottenere l’acidità giusta per produrre l’uva a base spumante”.

Attualmente, la produzione di Franciacorta si aggira sui 14 milioni di bottiglie, di cui il 90% viene consumato in Italia, mentre il 10% è esportato all’estero. Bozza, continua: “In 30 anni di attività, abbiamo fatto si che il territorio di Brescia venisse identificato con questa produzione”. Le Regioni italiane che consumano maggiormente questo prodotto sono la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Lazio: “E’ un mercato che sta crescendo”- spiega Bozza – “Ma c’è ancora tanto da fare”.

“La Montina” è un’azienda a conduzione familiare. Michele Bozza, infatti, precisa: “Mio nonno era un piccolo produttore di vino. Poi l’azienda è subentrata ai figli. Questo è il suo sogno diventato realtà. Le tenute, costruite nel 1620 erano di Benedetto Montini, avo di Paolo VI, da cui prendono il nome”.

Il metodo di produzione, particolarmente rigido, prevede che si possano usare solo tre tipi di uve: Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco. E’ possibile raccogliere al massimo 95 quintali di uva per ettaro e la raccolta deve essere effettuata rigorosamente a mano. Michele Bozza ha illustrato ai ragazzi il sistema della pigiatura, dell’imbottigliamento e della conservazione, entrando nel dettaglio di un’arte centenaria che non ha nulla da invidiare ai cugini d’oltralpe. A margine dell’incontro, Bozza dichiara: “Questi incontri, in cui noi facciamo assaggiare quattro tipi di Franciacorta, vengono effettuate un po’ in tutta Italia. Si lavora anche qui in Sicilia, per noi è un modo per fare cultura del prodotto perché sono i ragazzi il vero futuro”.

Categoria: Politica

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