La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – sede provinciale di Ragusa comunica che si è concluso senza esito positivo, presso la Prefettura di Ragusa, il tentativo obbligatorio di conciliazione e raffreddamento previsto dalla normativa per la proclamazione dello sciopero. All’incontro, erano presenti i vertici dell’Asp di Ragusa e i rappresentanti del sindacato di categoria.
Durante la riunione, il segretario Fimmg Ragusa, dottor Roberto Licitra, ha illustrato le motivazioni alla base dello stato di agitazione, che riguardano criticità ormai strutturali nella gestione della medicina territoriale: mancata presa in carico della medicina specialistica dei pazienti cronici, con conseguente allungamento delle liste d’attesa, disservizi e tensioni con l’utenza; elenchi anagrafici non aggiornati in tempo reale e mancata comunicazione ai medici che generano disagi e contenziosi; mancata applicazione Air 2025, per i collaboratori di studio; esclusione dei medici di base dalle decisioni sull’attivazione delle Case di comunità, nonostante quanto previsto dai contratti e dal decreto assessoriale 605.
La Fimmg ha ribadito che tali scelte non possono essere assunte unilateralmente dall’Asp, ma devono essere condivise con i medici di medicina generale, in base alle esigenze reali del territorio. La Prefettura ha riconosciuto la fondatezza delle richieste sindacali e ha invitato l’Asp a riprendere la collaborazione con la categoria. L’Asp ha riproposto l’istituzione di tavoli tecnici tematici per affrontare le criticità. Tuttavia, la Fimmg ha espresso netta contrarietà, ricordando che i numerosi tavoli tecnici già svolti negli ultimi anni non hanno prodotto risultati concreti.
«Non chiediamo incontri formali, ma cambiamenti strutturali – hanno dichiarato i rappresentanti provinciali della Fimmg Ragusa – se nei prossimi mesi non si registreranno segnali di svolta, procederemo con nuove giornate di sciopero. La mediazione è fallita, e siamo pronti a proclamare lo sciopero con il preavviso previsto di dieci giorni». La Fimmg Ragusa conferma la propria disponibilità al dialogo, ma sottolinea che la dignità professionale dei medici di medicina generale e la qualità dell’assistenza ai cittadini non possono più essere compromesse da scelte amministrative non condivise.










