Esiste una soglia oltre la quale l’elasticità richiesta a chi opera nell’emergenza si tramuta in palese mancanza di rispetto. Secondo gli autisti-soccorritori del 118 di Modica, tale limite è stato ampiamente oltrepassato.
L’episodio più recente fotografa una situazione in cui chi salva vite viene relegato ai margini, come se il suo benessere e il diritto a un riposo dignitoso fossero l’ultima delle priorità. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata questa mattina: senza preavviso né condivisione di un piano, una telefonata dell’Asp ha intimato lo sgombero immediato dei locali della ex Guardia Medica di Modica Alta.
Quegli ambienti rappresentavano già un compromesso al ribasso, accettato con spirito di adattamento: una stanza per gli armadietti (quando ne servirebbe un’altra per gli indumenti sporchi), un’area di stazionamento e un bagno riservato. Spazi essenziali per recuperare le energie tra un intervento urgente e l’altro.
La ragione dello “sfratto”? Fare posto a un istituendo presidio infermieristico. L’ennesima operazione dalla cui effettiva utilità non trapela chiarezza, alimentando dubbi su possibili sprechi di risorse materiali e logistiche.
L’alternativa prospettata è a dir poco inadeguata. Gli autisti sono stati di fatto concentrati in un’unica stanza polifunzionale, un vero e proprio “bunker” dove confluisce di tutto: il medesimo spazio funge ora da spogliatoio (con gli armadietti di medici e infermieri), area di stazionamento per gli autisti, magazzino e deposito di farmaci e presidi, postazione informatica e servizio igienico condiviso da tutto il personale della struttura.
È accettabile che il personale del 118 debba provare a riposare dopo un intervento o a cambiarsi in un luogo di continuo passaggio, dove si incrociano le esigenze di tutti e la privacy è azzerata? La risposta è no.
“Ci sentiamo trattati come bestie, ma adesso basta. Gli autisti soccorritori sono una colonna portante della sanità pubblica”. È il grido di allarme e di protesta che sale dai lavoratori.
Quando squilla la centrale operativa, gli autisti del 118 sono i primi a correre contro il tempo, affrontando stress, responsabilità enormi e scenari drammatici. Non si può pretendere da loro efficienza e lucidità sul campo se le istituzioni non garantiscono nemmeno i requisiti minimi di igiene, decoro e dignità nei luoghi di lavoro.
La richiesta all’Asp è netta e non più rinviabile: servono subito spazi idonei. Il tempo delle soluzioni estemporanee a scapito della dignità dei lavoratori è finito.








