Scoglitti, zona Lanterna, nei pressi di via delle Sardine. Un uomo con grave disabilità ha sfiorato la tragedia nel tentativo di raggiungere la spiaggia servendosi di una pedana in cemento in condizioni precarie, che collega il piano stradale alla battigia. Secondo la testimonianza diretta della sorella, la struttura — una sorta di scivolo a circa 1-1,5 metri d’altezza — è ricoperta di pietre, sabbia e detriti, priva di qualsiasi protezione laterale e dotata soltanto di un bassissimo cordolo. L’uomo, affetto da sclerosi multipla, con un lato del corpo paralizzato e impossibilitato a camminare, ha cercato di imboccare la discesa con lo scooter elettrico, ma ha perso l’equilibrio ed è rovinato di sotto. È caduto a testa in giù, finendo fortunatamente dentro un cespuglio voluminoso. A pochi metri, però, si trovano pietre e rocce (foto Assenza).
“Ringrazio Dio che è vivo”, racconta la sorella. “Se finiva sulle pietre, poteva essere una tragedia. È rimasto sotto il cespuglio, non riusciva a muoversi. Dei ragazzi che giocavano a palla hanno visto tutto, sono corsi, lo hanno tirato fuori e messo in sicurezza. Abbiamo chiamato l’ambulanza”. L’uomo ha riportato numerosi ematomi, escoriazioni e dolori intensi, che si sommano a quelli derivanti dalla patologia. Un’immagine documenta lo stato della discesa: cemento sfaldato, cordolo danneggiato, tubazioni abbandonate, sterpaglie e pietre proprio sotto il punto della caduta. Nessuna barriera impedisce di precipitare. La famiglia riferisce di aver già segnalato più volte la situazione delle pedane di accesso al mare e lancia un appello alle autorità: “Non vogliamo soldi. Vogliamo una protezione urgente. Una barriera, qualcosa di sicuro. Là sotto, se ci va un anziano, un bambino o un altro disabile e finisce sulle pietre invece che sul cespuglio, ci scappa il morto. È una questione di sicurezza elementare”.








