Nell’ambito dell’operazione estiva “Mare e Laghi Sicuri 2026”, il personale della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Pozzallo, con il supporto dell’Ufficio logistico del Comune di Scicli e l’intervento congiunto della Polizia Locale, ha effettuato un’attività di controllo lungo il litorale di pertinenza, finalizzata al contrasto del fenomeno del posizionamento preventivo di ombrelloni, sdraio, sedie e altre attrezzature lasciate incustodite sull’arenile allo scopo di “riservare” i posti. Nel corso dell’operazione, svolta negli scorsi giorni, anche a seguito delle diverse segnalazioni e degli esposti pervenuti da cittadini e frequentatori del litorale, sono stati rimossi e sottoposti a sequestro a carico di ignoti, 84 ombrelloni, 27 sdraio, 2 sedie di plastica e 2 panchine, lasciati stabilmente sull’arenile anche in assenza dei rispettivi utilizzatori, con l’intento di riservare porzioni di spiaggia. L’intervento ha consentito di recuperare e restituire alla pubblica fruibilità circa 2.000 metri quadrati di arenile nelle località di Sampieri, Cava d’Aliga e Micenci, nel territorio comunale di Scicli.
Il posizionamento continuativo di ombrelloni o altre attrezzature sulle spiagge libere, al fine di occupare preventivamente uno spazio, costituisce un’occupazione una indebita limitazione dell’uso del demanio marittimo, vietata dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione. Tale condotta sottrae aree destinate all’uso pubblico e compromette il corretto equilibrio tra le esigenze dei singoli e il diritto della collettività alla fruizione del bene demaniale, oltre a costituire un concreto ostacolo alle ordinarie attività di pulizia e manutenzione delle spiagge svolte dall’Amministrazione comunale. Il materiale sequestrato è stato affidato in custodia al Comune di Scicli e trasferito presso un deposito dell’Amministrazione comunale, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i successivi adempimenti. Analoga operazione era già stata eseguita nelle medesime località durante la precedente stagione estiva, con ampia evidenza dell’attività svolta e delle condotte non consentite, il cui ripetersi ha reso necessario un nuovo e mirato intervento.









