Ragusa-Palermo, l’autostrada-chimera: cantieri, restringimenti, deviazioni e limiti di velocità a 60 o 90 km/h su più tratti della Catania-Palermo trasformano il viaggio verso il capoluogo in un percorso a ostacoli che spesso supera le tre ore e mezza. Una condizione che grava su lavoratori, studenti, imprese e cittadini costretti a spostarsi per cure, studio o necessità. Da questa realtà muove la denuncia di Giuseppe Roccuzzo (nella foto), segretario generale della CGIL di Ragusa: il diritto alla mobilità e la continuità dei collegamenti devono essere garantiti anche all’interno dell’isola, a maggior ragione nei territori più esposti all’isolamento.
Le discussioni di questi giorni sui nuovi limiti di velocità lungo le tratte Catania-Messina e Messina-Palermo, osserva Roccuzzo, si sono ridotte a un “balletto” tra rassicurazioni del Cas e indicazioni ministeriali, senza affrontare il nodo cruciale: la tutela effettiva del diritto a muoversi dei siciliani, e dei ragusani in particolare. Per chi dalla provincia iblea raggiunge Palermo attraverso la Catania-Palermo, il dibattito attuale fotografa un disagio noto: cantieri che si protraggono, carreggiate ristrette e interventi complessi — fino alla ricostruzione di alcuni tratti — che dilatano ulteriormente i tempi di ripristino. Il timore, rimarca il sindacato, è che un’emergenza di fatto si cristallizzi in condizione permanente. La questione, per Ragusa, va oltre il singolo cantiere: riguarda la possibilità di arrivare al capoluogo regionale in tempi ragionevoli e in sicurezza, senza trasformare ogni spostamento in ore sottratte al lavoro e alla vita quotidiana. Da qui la provocazione di Roccuzzo: destinare una parte delle risorse previste per il Ponte sullo Stretto a un collegamento aereo Comiso-Palermo con tariffe agevolate. “Forse arriveremmo prima”, afferma, a sottolineare quanto i collegamenti terrestri interni siano diventati problematici. I numeri invitano a riflettere: da Ragusa a Palermo si percorrono circa 250 chilometri, con un tempo medio in auto che spesso oltrepassa le tre ore e mezza. Un ipotetico volo diretto Comiso-Palermo coprirebbe circa 180 chilometri in linea d’aria, con un tempo di volo stimabile in 35 minuti. Anche includendo trasferimenti e procedure aeroportuali, il confronto evidenzia quanto la rete viaria sia oggi penalizzante.
“La nostra non è una proposta di sostituire le strade con gli aerei, ma una denuncia delle priorità sbagliate. Un modo per denunciare quanto siano penalizzanti i collegamenti terrestri, più che una soluzione alternativa alla loro riqualificazione”, chiarisce Roccuzzo. E rilancia: “Chiediamo di spostare i soldi previsti per il Ponte sullo Stretto agli interventi sulle infrastrutture”, sollecitando opere rapide che permettano a cittadini, lavoratrici, lavoratori e studenti di muoversi in Sicilia. Per il territorio ragusano, la CGIL ribadisce le priorità: manutenzione e messa in sicurezza della rete esistente, completamento della Siracusa-Gela e potenziamento dei servizi ferroviari verso Catania e Palermo. L’obiettivo è ridurre un isolamento che pesa sulla quotidianità e sulle opportunità economiche dell’intera provincia.









