Come immaginare città più accoglienti, inclusive e capaci di mettere al centro le persone? Da questa domanda prende forma “Città Invisibili”, il progetto che sarà presentato venerdì 6 novembre, alle 17, alla sala Avis di Vittoria, nella zona Emaia, con l’incontro dal titolo “Un progetto, un’idea. Alla scoperta di Italo Calvino e Antoine de Saint-Exupéry”.
L’iniziativa propone un percorso culturale che intreccia letteratura, spiritualità e riflessione sociale, mettendo in dialogo due autori che, attraverso opere e linguaggi differenti, invitano a guardare oltre la superficie delle cose e a riscoprire il valore delle relazioni umane (nella foto di Biagio Tinghino Vittoria dall’alto).
Da una parte Italo Calvino, che con Le città invisibili offre una prospettiva originale sulle città, raccontandole attraverso desideri, memorie, contraddizioni e aspirazioni di chi le abita. Dall’altra Antoine de Saint-Exupéry, autore de Il piccolo principe, che richiama l’importanza della cura, dell’ascolto e della capacità di riconoscere ciò che conta davvero.
Due percorsi letterari diversi, accomunati da una visione: una città non è fatta soltanto di strade, piazze ed edifici, ma anche di legami, esperienze condivise e possibilità di crescita collettiva.
Il progetto intende stimolare una riflessione sul significato contemporaneo dell’abitare e sulla necessità di costruire comunità più vivibili, partecipate e inclusive. La rigenerazione urbana, in questa prospettiva, non riguarda esclusivamente la riqualificazione degli spazi fisici, ma comprende anche la qualità delle relazioni, il senso di appartenenza e la capacità di rispondere ai bisogni delle persone.
All’incontro interverranno Gregorio Lenzo, presidente di Confcommercio Vittoria, e Alfina Bertè, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Giovanni XIII di Acireale. A moderare il confronto sarà Giorgio Liuzzo, giornalista del quotidiano La Sicilia.
«Immaginare città più umane significa riscoprire il valore delle persone, delle relazioni e dell’identità dei luoghi – spiega Lenzo – Una comunità cresce quando riesce a guardare oltre l’apparenza e a riconoscere ciò che spesso rimane invisibile: i bisogni, le fragilità, le aspirazioni e le potenzialità di chi la vive ogni giorno. La cultura può aiutarci proprio in questo, aprendo nuove prospettive e trasformando le idee in occasioni concrete di crescita collettiva».
A completare il pomeriggio sarà lo spettacolo “U Principinu” di Alosha, Danzastorie di Sicilia, con la voce narrante di Paola Bontà. Un’allegoria della ricerca spirituale che accompagnerà il pubblico in un percorso simbolico tra emozioni, introspezione e riscoperta dell’essenziale.
L’appuntamento si propone come un’occasione di incontro e condivisione, nella convinzione che la cultura non sia soltanto uno strumento di conoscenza, ma anche una risorsa per immaginare il futuro e contribuire a costruire comunità capaci di mettere al centro la dignità e il benessere delle persone.
Perché le città più belle non sono soltanto quelle che vediamo, ma quelle che sappiamo immaginare e costruire insieme.











