Scoglitti si è svegliata immersa in un silenzio irreale, quello che accompagna le notizie che nessuno vorrebbe mai leggere. Una soccorritrice del 118, una donna conosciuta e stimata per il suo lavoro e per la sua presenza costante nelle situazioni di emergenza, è stata trovata senza vita all’interno dei locali della Guardia Medica. Una scoperta improvvisa, che ha lasciato sgomenti colleghi, residenti e chiunque l’abbia incrociata almeno una volta durante un intervento.
Secondo le prime ricostruzioni, la donna si trovava nei locali per motivi di servizio quando, per cause ancora da chiarire, non ha più risposto alle chiamate. È stato un collega a trovarla, dopo essersi preoccupato per il suo silenzio prolungato. L’arrivo dei sanitari non ha potuto cambiare l’esito: ogni tentativo di rianimazione è risultato inutile. A quanto pare, un triste caso di autolesionismo.
La comunità è scossa non solo dalla perdita improvvisa, ma anche dal contesto in cui è avvenuta. Una professionista abituata a correre verso chi aveva bisogno, a gestire il dolore degli altri, a intervenire nelle ore più difficili, si è spenta proprio in un luogo dedicato alla cura. Un paradosso che amplifica lo smarrimento di chi oggi la piange.
Le autorità hanno avviato gli accertamenti di rito, necessari per chiarire le cause del decesso, mentre il cordoglio si è diffuso rapidamente tra colleghi, amici e cittadini. In molti la ricordano come una presenza discreta, competente, sempre pronta a dare una mano senza mai tirarsi indietro. Una figura che, nel mondo del soccorso, rappresentava un punto fermo.









