L’autore racconta la storia di Davide Simone Cavallo, lo studente universitario originario di Ragusa e residente a Milano che ha perso l’uso delle gambe dopo essere stato accoltellato da un gruppo di ragazzi per una banconota da 50 euro. A distanza di mesi, Cavallo ha scritto una lunga lettera di quindici pagine, così intensa e profonda da spingere Gramellini a riassumerla in poche righe sul Corriere.
Nella lettera, il giovane esprime compassione verso i suoi aggressori, riconoscendo in loro una rabbia e un dolore nati dall’incomprensione e dall’incapacità di essere capiti. Nonostante la tragedia, dichiara di non provare odio, ma gratitudine per la vita e per ogni istante che gli è rimasto. Conclude con un messaggio universale: vivere, viaggiare, amare e lasciar andare il male, ricordando a chi è sano di non dare per scontato il proprio corpo e la propria libertà.










